Sunshine.☀
"NEGLI OCCHI CI SONO DEGLI INCENDI,QUALCOSA È RIUSCITO A CAMBIARTI.ADESSO CHE VOLI SUI GHIACCIAI,SULLE CITTÀ,SUI DESERTI,TI ACCORGI CHE IL FUTURO ERA SEMPRE LÌ A SORRIDERCI."
GIADA || 14 || ITALY || GINNASTICARITMICA
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(via 26gennaio2013)

uso il sarcasmo perchè l’omicidio è illegale.

(via marshmallowslts)

Gelosia.
E gelo fu.

(via blueocean135)

No, non sono gelosa. Chiedilo alla tua amica. La testa è in frigo se la cerchi.

Cercando Alaska (via onedayiwillchangemyfaith)

Quando gli adulti, con lo stupido sorriso di chi crede di saperla lunga, dicono: “I giovani si credono invincibili” non sanno quanto hanno ragione. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo. Non possiamo nascere, e non possiamo morire. Come l’energia possiamo solo cambiare forma, dimensioni, manifestazioni. Gli adulti invecchiando, lo dimenticano. Hanno una gran paura di perdere, di fallire. Ma quella parte di noi che è più grande della somma delle nostre parti non ha un inizio e non ha una fine, e dunque non può fallire.

Massimo Bisotti (via unmarecalmointempesta)

Se hai paura di amare qualcuno, è proprio con quel qualcuno che devi stare.
Fa che la voglia di amare sia più forte della paura di soffrire ancora.

Susanna Casciani (via 30settembre)

Sarà per noia, sarà che mi manchi.

Eh sì, sono ancora io.
Lo so, è finito tutto da un po’, so che stai meglio lontano da me, so che ti stai innamorando e magari stavolta davvero.
Il fatto è che prima, mentre guardavo un programma stupido in un giorno stupido come questa domenica, mi è tornata in mente una cosa successa tante domeniche fa.
Avevamo appuntamento alle tre, io avevo un vestito di lana nero, tu ti avvicinavi con calma con una delle tue maglie prese a caso dall’armadio. Ti sei sempre vestito a caso, e com’ era bello svestirti.
“Ciao amore!”, ero felice, non era nemmeno troppo freddo, c’era un sole dolce, prima di uscire lo specchio mi aveva sorriso, volevo fare l’amore.
“Ciao! Allora…che facciamo?”
Sembravi felice anche tu, giuro.
Camminammo per un po’ per le vie della nostra città, le stesse vie che ci avevano fatti incontrare. Camminammo mano per la mano, a volte mi sfioravi il sedere e ridevi, a volte mi parlavi sul collo davanti a una vetrina che non mi interessava per niente.
Una giornata normalissima, una bella giornata.
Non avevamo un posto dove andare, volevamo toccarci ma non sapevamo dove.
Raggiungemmo la tua macchina ed è questo che volevo tu potessi ricordare.
Dovevano essere le cinque, massimo le cinque e mezzo.
Non facemmo l’amore, ti è venuto in mente di quale giorno parlo?
Ci baciammo fino alle nove. Fino alle nove.
Ascoltammo qualcosa come cinque cd, riuscimmo a darci baci rock, baci lenti, baci pop, baci tristi, baci dance.
Cantavamo e poi ci baciavamo.
Non facemmo altro, quel giorno.
Alle nove chiamò mia madre: “Ma dove sei??? Qui si cena, muoviti!”
Attaccai e scoppiammo a ridere.

Credimi, non avrei voluto cercarti ancora, credimi.
Ho questo problema, io ricordo tutto.
Tutto.
Anche la tua espressione quando ci siamo salutati quel giorno.
Io mi chiedo solo una cosa, mi chiedo come abbia potuto sbagliarmi così tanto.
Mi chiedo come possa una persona con quell’espressione piena di gioia, alzarsi un giorno e lasciarmi sola.
Forse quel pomeriggio pensavi già che non ero il massimo per te, che non sarei stata la madre dei tuoi figli, che a volte ti infastidivo anche un po’.
Forse quel giorno è stato un’eccezione in mezzo a tanti altri giorni insignificanti.
Per me, invece, con te quel giorno era la regola.
Con te, la felicità era la regola.
Perdonami, vorrei lasciarti stare ma ancora non capisco come un amore di quelli che spaccava tutto abbia finito per spaccare anche se stesso.

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